Ogni tanto ci ricasco e non riesco a trattenermi dal parlare del 50mm “prime lens” come lo chiamano gli anglosassoni.
Con la sua focale fissa il “cinquantino” ti spinge a spostarti, girare intorno al tuo soggetto, provare ad avvicinarti o allontanarti per cercare la giusta inquadratura e a “zoomare con i piedi”.
Il cinquantino ti costringe a piegarti, ad inginocchiarti, ad assumere pose strane, a volte ridicole, a volte senti la schiena o qualche giunto che si lamenta…
Col cinquantino non puoi cedere alla pigrizia e questo aiuta moltissimo a trovare scatti nuovi e particolari.
Il cinquantino è veloce, meravigliosamente luminoso e ti permette di scattare in condizioni dove con altre ottiche servirebbe il flash.
La sua massima apertura è così ampia che la profondità di campo è talmente ridotta da rischiare di sbagliare completamente la foto, ma quando inizi a gestirla puoi sfruttare questa caratteristica a tuo vantaggio, per ottenere dei bellissimi sfuocati.
Il cinquantino è compatto e leggero, sta anche in tasca. Quella reflex che a volte è così vistosa ed ingombrante si trasforma in una fotocamera che quasi passa inosservata, che non intimidisce, le persone che fotografi sono più a loro agio.
E’ con il cinquantino che molti grandi della fotografia hanno sfornato i loro capolavori
E poi il cinquantino non è troppo costoso. Quasi tutte le marche ne propongono uno da f/1.8 ad un prezzo che è più basso di molte altre lenti e la sua nitidezza e qualità dell’immagine sono incomparabili.
Io lo adoro. Si è capito? :-)
Se non l’hai mai fatto, prova il cinquantino.
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